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Scuola delI’infanzia Laghetto – IC8 Vicenza

Anno di nascita: 1994
Indirizzo:
Via Lago di Pusiano, 13 - 36100 Vicenza
Età di riferimento:
dai 3 ai 6 anni
Modello pedagogico:
Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari e «Linee guida per l’implementazione dell’Idea Outdoor Education» INDIRE
copertina - Scuola delI'infanzia Laghetto - IC8 Vicenza - 00003
Il progetto:

L’aula migliore è il mondo.
Per i bambini della scuola dell’infanzia stare all’aperto è una condizione naturale oltre che un evidente piacere. Attraverso l’esplorazione dell’ambiente, il gioco spontaneo, il movimento, l’utilizzo dei sensi, il contatto diretto con gli elementi della natura, i bambini imparano a interrogare e conoscere la realtà che li circonda e a percepire se stessi in relazione al mondo e agli altri. Per questi motivi abbiamo deciso di sperimentare un nuovo modo di proporre la didattica: i bambini, tutte le volte che l’organizzazione scolastica e gli avvenimenti atmosferici lo consentiranno, faranno scuola all’aperto, in un ambiente che restituisca loro il naturale rapporto di simbiosi uomonatura. Una scuola senza soffitto, senza aule, senza pareti. I bambini staranno seduti per terra, su tronchi di legno, circondati da alberi, con il soffio del vento sul viso, con le mani nell’erba. Usciranno a piedi nel quartiere a scoprire gli spazi verdi, i piccoli parchi, le fattorie e useranno questi spazi come prolungamento delle loro “aule”. Andranno in gemellaggio nel ‘selvatico’ con i bambini della scuola del bosco di Altavilla. Giocheranno con acqua e fango, rami e bastoncini, sassi, ceppi e pigne, impareranno osservando e vivendo in prima persona i cambiamenti delle stagioni, scopriranno gli eventi atmosferici come elementi per fare cose nuove e non come eventi avversi. Utilizzeranno corde e moschettoni come strumento di relazione per legare, annodare, tessere ma anche per esercizi motori di sospensione, equilibrio per arricchire e stimolare il sistema vestibolare e la propriocezione.

Il nostro collaudato orto scolastico in terra e in cassetta prevede la partecipazione attiva dei bambini, che si occupano direttamente della semina, dell’innaffiatura e della cura delle piante, e favorisce l’interazione con l’ambiente aiutandoli a costruire quel sentimento di attaccamento alla terra che ci stimola a prendercene cura. Orto è anche opportunità interculturale e inclusiva, metafora di ascolto. Ascolto la pianta e le sue esigenze. Sento la preziosità dell’acqua e ne faccio buon uso. Guardo le nuvole e le interrogo su ciò che mi porteranno – pioggia leggera, temporali o grandine. Ascolto l’orto nella sua interezza. Quando un bambino percepisce che quello che sta facendo ha un senso, emerge un modo di porsi fatto di dedizione e attenzione. La sensazione di fare qualcosa di importante è base per ciò che sarà il suo senso della vita. In un ecosistema, possiamo cogliere come tutto abbia un valore per l’intera esistenza dello stesso e la biodiversità è strettamente connessa alla neuro diversità che ci caratterizza come specie umana.

Per fare tutto ciò c’è bisogno di sinergie. Significa lavorare insieme insegnanti, genitori, collaboratori scolastici. Significa fare ragionamenti tenendo conto delle esigenze dei bambini e della loro sicurezza personale, della valutazione del rischio, della consapevolezza dei benefici dello stare all’aperto, del tempo scuola, delle condizioni meteorologiche, dell’equipaggiamento. Per questo il progetto prevede specifici incontri di condivisione e formazione e informazione anche per i genitori. Un ambiente “selvatico” contribuisce a rendere più autentico il formarsi di una comunità umana, consentendo a tutti di riscoprire l’importanza della relazione e quanto sia essenziale lavorare sulla qualità e sul valore di questi rapporti.
La scuola all’aperto è uno spazio e un tempo per imparare insieme senza artifici e mettendosi alla prova secondo le linee dell’apprendimento esperienziale e continuo.

Nel progetto c’è anche la sezione AULE A CIELO APERTO, progetto interattivo di cartellonistica inclusiva, volto a tessere relazioni con gli abitanti del quartiere e i referenti del Comune di Vicenza.

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